· 

La Storia di MagicaBu

La storia di MagicaBu

C’era una volta… perché tutte le storie migliori iniziano proprio così. C’era una volta… una bambina con un desiderio speciale. Uno di quei desideri che fanno sorridere i grandi, perché non si ricordano più come si faccia a desiderare così! Questa Bambina, in una bella letterina colorata, aveva chiesto a Babbo Natale una bambola fatta dalla sua mamma. Pensate un po' la faccia del vecchio Babbo nel leggere quella richiesta così insolita. Abituato com'era, negli ultimi anni, a soddisfare tutta la brama di tecnologia, giochi di ultima generazione e all'avanguardia. Ma dopotutto Margherita (così si chiamava la bambina del desiderio speciale) era sempre stata molto buona, e quindi andava accontentata.

La telefonata andò più o meno così: "Pronto?..Buongiorno, parlo con la mamma di Margherita?… bene… sono Babbo Natale e dovrei spiegarle un paio di cose…" Che gran ridere fece la faccia all'altro capo della cornetta! Tuttavia la storia non faceva una piega e la mamma di Margherita si mise all'opera. Non sapeva bene da che parte iniziare a dire il vero, nonostante tutte le istruzioni e i consigli ricevuti dal più antico giocattolaio al mondo, lei non aveva mai fatto nulla di simile e aveva paura di combinare solo un gran disastro. “Ma dopotutto senza rischiare non si ottiene un accidenti” pensò in un impeto di audacia. Quindi si rimboccò le maniche, disegnò il cartamodello, prese le forbici e un po' di coraggio e un taglietto di qua, una cucitina di la senza pensarci troppo creò MagicaBu. Appena la guardò capì che aveva qualcosa di speciale e che seppur con tutta la cura da lei messa, non ne era la vera creatrice…. "che importa" si disse "è davvero bellissima". 

Infatti Elisa, la mamma di Margherita, non poteva sapere che in effetti MagicaBu, si, era appena nata dal tempo regalato alla sua bambina e da tutto l'amore che ci aveva messo nel crearla, ma contemporaneamente esisteva da quando esistono Babbo Natale, la Befana e il topolino dei denti. Saggia come un salice piangente antico di mille anni e leggera come uno starnuto di fata. Insomma, Elisa con il suo ago e filo era stata il tramite di una magia senza tempo. E’ così che fanno le magie, se sei molto bravo te ne accorgi, se no capitano e basta, capitano tutti i giorni in ogni momento, certe sono più magiche di altre, ma capitano. Quella di MagicaBu fu una delle magie più magiche, su questo siamo d’accordo ed Elisa lo sapeva. Sistemando la bambola nel suo pacchettino speciale, in attesa che Babbo venisse a prenderla, Elisa era sicura di averla vista strizzarle l’occhiolino. La fissò per qualche secondo, le diede un bacino sulla guancia e le disse che si sarebbero viste il giorno seguente. MagicaBu profumava di nuvola e zucchero filato. Elisa chiuse il coperchio della scatola con un bel fiocco colorato e con un sorriso appoggiò il pacchetto sul balcone della finestra. Era lì che Babbo sarebbe passato per caricarla nel suo sacco magico. 

Per MagicaBu Babbo Natale era una vecchia conoscenza, ma il giro sulla sua slitta restava sempre uno dei suoi divertimenti preferiti. Non vedeva l’ora di conoscere Margherita però e non riuscì a fare a meno di travolgere il vecchio Babbo con un’infinità di domande su quella bambina speciale. Era molto felice della famiglia che la stava aspettando, sapeva che con loro avrebbe potuto fare grandi cose. E fu così che sfrecciando nella notte più lunga e magica dell’anno, tra una domanda e l’altra, un biscotto di qua e un cioccolatino di la’ MagicaBu e Babbo Natale si salutarono con un caldo abbraccio. Giunta a destinazione si risistemò per bene nella sua comoda scatola e aspettò che Babbo le assestasse il fiocco sul coperchio, fece schioccare un sonoro bacio che fece tremare la carta velina rosa che l’avvolgeva e si mise a dormire.

Era molto presto quando la mattina seguente sentì dei passi leggeri e vide un piccolo spiraglio di luce entrare da uno degli angoli della scatola. Qualche parola confusa, delle risate, finché distinse chiaramente “...quello tienilo per ultimo, è speciale”. Che bel suono quello dei pacchetti scartati, è un misto tra fretta di scoprire e desiderio che il momento non passi mai. Finalmente era il turno di MagicaBu. Non può dirci con esattezza ciò che successe prima ma ricorda di sicuro la reazione di tutti una volta sollevato il coperchio! Quanti ‘OOOOOOH’ e ‘AAAAAAAH’ e il sorriso soddisfatto di Elisa! Margherita non riusciva a trattenere la felicità e appena stretta fra le sue braccia sapeva che sarebbero restate insieme per sempre.

Sarà stata la gioia del momento, sarà stata la gratificazione di un così bel lavoro, sarà stato vedere tutti i giochi che MagicaBu insegnava a Margherita, sarà stata la magia arrivata in quella casa... Elisa aveva un’idea che le frullava in testa ed era ancora un’idea di quelle che non hanno un colore con un nome, un po’ come il colore delle montagne quando è sera, ma era lì e lei lo sapeva. Così i giorni passavano e quell’idea cresceva, un giorno era blu e uno gialla, un giorno grigetta e un altro color arcobaleno. E una mattina finalmente, seppe esattamente cosa fare. Mentre Margherita era a scuola andò da MagicaBu le si sedette davanti e le disse “Adesso ho capito, possiamo parlare”. Quello che si dissero lo sanno solo loro e noi non lo vogliamo neanche sapere, come non si vuole sapere la ricetta del minestrone della nonna, sai che lo fa bene solo lei, punto. Fatto sta’ che da quella mattina fu tutto diverso, tutte le volte che Margherita non era a casa e non poteva giocare con lei MagicaBu si dava un gran da fare aiutata da Elisa a fare una cosa… una cosa bellissima in un posto speciale . . .

 


Scrivi commento

Commenti: 0