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a che libro giochiamo?

a che libro giochiamo ?

Non so se vi è mai capitato, magari a passeggio in un bel paesino piccolo e un po’ sperduto, di entrare in una libreria e vedere una bella signorina seduta su uno sgabellino, con tanti bambini attorno a lei, ipnotizzati da tutto ciò che, tramite il suono della voce, salta fuori dalle pagine colorate di un grande libro. A noi succede spesso. Quello è il posto perfetto in cui trovare oggetti speciali, specialissimi libri di storie meravigliose.

Così, visto che il nostro lavoro ci piace tanto e ci piacciono tante cose abbiamo pensato di usare tutte le nostre ricerche per unire per l’ennesima volta lavoro e piacere. Un libro non è mai solo ‘un libro’ fatto di pagine rilegate, una copertina a volte di cartone e delle parole scritte.

Certo, i libri sono fatti così, ma sono molto altro, soprattutto per la fantasia cristallina di un bambino.

I libri possono essere insegnanti, insegnare in modi meravigliosi cose complicatissime come i sentimenti.

I libri possono essere rituali, leggere un libro, attendere il momento speciale della giornata in cui finalmente scoprirai cosa succede nella pagina successiva.

I libri possono essere amici, ti accompagnano in momenti speciali e difficili e saranno sempre li quando vorrai ritornare sulle loro familiari pagine.

I libri possono essere giochi, si mescolano alla nostra fantasia e ci portano dove non avremmo mai immaginato.

Sapete quanto ci piaccia giocare, giocare è una faccenda seria e va fatta come si deve! Così pensando e giocando, leggendo e colorando ci è venuta un’idea. Quest’idea ha un nome bellissimo, si chiama “a che libro giochiamo ?”.

Ma lasciate che vi spieghi. La letteratura per l’infanzia ha una tradizione che prende la sua forma più concreta già durante il ‘900, che però ha origini ben più antiche fino a risalire alla tradizione orale. Le fiabe, quelle ad esempio dei fratelli Grimm, non sono altro che il tramandarsi tramite il buon vecchio “telefono senza fili” di storie senza tempo. Posso assicurarvi che le antenate delle storie che conosciamo oggi, non vi piacerebbero affatto se paragonate alle caramellose fiabe dei nostri tempi. Ma la cosa davvero interessante è che il loro scopo era quello di insegnare, una sorta di mappa fantastica per situazioni della vita. Con il tempo gli insegnamenti diventavano meno ambiziosi e rivolti ad un pubblico più ristretto, la così detta “infanzia”, ma lo scopo formativo restava. Che barba mi direte. C’è già la scuola per imparare! Sissignore, ma se si potesse giocare e imparare senza accorgersene? Un po’ come faceva Mary Poppins. Prendendo in prestito l’ombrello magico, vorremmo tirare fuori dalla borsa più capiente del mondo, un bel libricino illustrato ogni mese. Ci piacerebbe presentarvi un libro che ci ha stregati, divertiti, ci ha fatto piangere e ridere, incantato con le sue figure e che alla fine ci è rimasto nel cuore.

I bambini guardano e sentono in un modo tutto loro e a volte è difficile ricordarsene. Orientarsi in un mondo di emozioni tutte nuove e sconosciute può essere estremamente faticoso e anche un po’ frastornante. Figuriamoci poi se si pretende che lo si impari solo guardando tutte quelle lettere in file ordinate una dopo l’altra. Ma i libri che piacciono a noi scoppiano di colori, immagini e parole tutte mescolate per abbracciare le orecchie, coccolare gli occhi… e noi abbiamo pensato di invitare anche il naso e le mani in quest’esperienza! Si perché leggere è bellissimo, vedere quello che leggi ancora di più, ma poterci giocare e toccare è una vera meraviglia. Abbracciare i piccoli eroi che affrontano le sfide di ogni giorno, essere un po’ come loro e un po’ con loro, parlarci, raccontarsi e sentire cos’hanno da dire. MagicaBu ha pescato tutti i personaggi dei suoi libri preferiti e gli ha dato vita. Ogni mese vi presenteremo una storia speciale e un nuovo amico con cui condividerla e questo mese inizieremo con una storia che qualche anno fa ci ha rubato il cuore.

La storia e il nuovo amico sono . . . bé, lo scoprirete presto.


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